Candida, alleato nemico

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Il fungo della Candida s’instaura nell'intestino di tutti gli esseri umani poco dopo la nascita e qui rimane sempre presente.

 

IN CONDIZIONI NORMALI LA CANDIDA SVOLGE UN RUOLO IMPORTANTE, MA SPESSO SI TRASFORMA IN UN NEMICO

In condizioni normali, la Candida è benefica e svolge un ruolo importante nella digestione degli zuccheri, oltre all’eliminazione di materia organica morta.
La Candida anche se in piccole concentrazioni è normalmente presente nella vagina insieme ad altri batteri (più numerosi), che formano l’ecosistema vaginale.

La Candida albicans, responsabile della maggior parte delle candidosi o candidiasi, abita normalmente sulle mucose genitali e nel cavo orale.

In determinate circostanze, legate a particolari condizioni in cui si trova la persona (per esempio, lievi stati di deficit immunologico, uso di antibiotici, uso della pillola contraccettiva, diabete ecc.) la candida può crescere velocemente e più abbondantemente, dando luogo ad evidenti lesioni biancastre con prurito o irritazione a livello del cavo orale (Mughetto - caratterizzato dalla comparsa di chiazze bianche su lingua, tonsille e palato molle), della vagina (Candidiasi vaginale), raramente del pene, o a sintomi intestinali (gonfiore e disturbi della digestione).

Nelle gravi forme di immunodeficienza, incluso l’AIDS, o in corso di grave malnutrizione, la Candida può estendersi all’esofago, allo stomaco e all’intestino.
All'origine della Candidiasi vaginale c'è quasi sempre la rottura del delicato equilibrio della flora vaginale, composta da diversi abitanti (batteri, funghi) che convivono in armonia, tenuti a bada dal bacillo di Doderlein, responsabile di mantenere l'acidità vaginale (indicata con una sigla, pH) a un livello ottimale.
Un pH alterato fa saltare l’equilibrio e la variegata popolazione vaginale entra in conflitto. Spesso la Candida ha la meglio e la sua moltiplicazione non ha più freni e prolifera a dismisura.

Circa 2/3 di tutte le donne in età fertile ha avuto almeno un episodio di candidosi vaginale nell’arco della sua vita che, nel 4-5% dei casi, si trasforma in vaginite ricorrente cronica (se si verifica in più di 3 episodi all’anno).

Nella donna, la candidosi vaginale acuta si manifesta con un intenso prurito in corrispondenza delle mucose genitali, associato alla perdita di secrezioni vaginali biancastre. Queste perdite, più o meno abbondanti, assumono frequentemente un aspetto denso e cremoso, simile alla ricotta o al latte cagliato. Accanto a questi sintomi tipici, si associano spesso irritazione e gonfiore locale, bruciore durante la minzione e dolore a livello della vulva e della vagina, anche durante i rapporti sessuali.

La Candida si può trasmettere attraverso i rapporti sessuali e con l’uso condiviso di asciugamani o biancheria usata da una persona infetta.

In presenza di lesioni biancastre con o senza sintomi locali (prurito, irritazione) a livello della vagina o del cavo orale occorre una visita di controllo presso il medico di base o il medico specialista (Dermatologo, Ginecologo).

 

CURE

Come altre infezioni micotiche, anche la candidosi può essere trattata con farmaci antimicotici specifici.

 

PREVENZIONE

Per prevenire il ritorno dell’infezione ha un ruolo cruciale l’alimentazione: poiché questi microrganismi si nutrono di zuccheri, per un certo periodo sarebbe meglio abolire o almeno ridurre i cibi contenenti zuccheri raffinati, come dolci, dolciumi, succhi di frutta industriali e altre bevande zuccherate.

Sarebbe consigliabile evitare anche i cibi lievitati, come pane, focacce, pizza e dolci di ogni tipo. Per quanto riguarda gli alimenti consigliati, questi sono frutta (preferibilmente non zuccherina quindi no a uva, cachi, banane, fichi e canditi)  e verdura, cereali integrali, yogurt e fermenti lattici.

Ovviamente, la dieta andrebbe vista insieme al proprio medico o nutrizionista, in base alla condizione individuale.

Leggi approfondimento sulla CANDIDA

 

 

Adattamento dall’inglese a cura della Redazione di Biomedic Clinic & Research

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Roberto Cestari (medico chirurgo, Direttore Sanitario Biomedic Clinic & Research).

Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata.

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