Morbo di crohn – novita’ sulla cura

morbo di crohn novità sulla possibile cura

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Morbo di Crohn, novità dalla Ricerca. Alcuni ricercatori australiani hanno identificato una proteina che potrebbe essere la chiave per la cura.

DALLA RICERCA UNA POSSIBILE CURA PER IL MORBO DI CROHN

Il QIMR Berghofer Medical Research Institute è un istituto di ricerca medica australiano, istituito nel 1945 dal governo del Queensland.

I ricercatori di QIMR Berghofer hanno identificato un possibile attore chiave del disturbo intestinale aggressivo, noto come morbo di Crohn. Una scoperta che potrebbe eventualmente portare a nuovi trattamenti per questa condizione spesso debilitante.

Gli scienziati hanno scoperto che la proteina PD-L2 era iperattiva nelle persone affette dal morbo di Crohn.

 

LO STUDIO SULLA POSSIBILE CHIAVE PER LA CURA DEL MORBO DI CROHN

Lo studio è stato condotto dal capo del gruppo di immunologia molecolare, la Dott.ssa Michelle Wykes e dalla Dott.ssa Graham Radford-Smith, che dirige il Gut Health Laboratory dell’Istituto ed è vicedirettore presso il Dipartimento di gastroenterologia del Royal Brisbane and Women ‘s Hospital (RBWH).

la proteina PD-L2 agisce come una molecola gatekeeper nelle cellule immunitarie del corpo, decidendo se altre molecole nelle cellule dovrebbero reagire a una minaccia. (I geni gatekeeper sono anche detti geni oncosoppressori, in grado appunto di frenare la crescita cellulare – Dizionario Treccani).

La dott.ssa Wykes ha dichiarato che il suo precedente lavoro ha esaminato il ruolo svolto dal PD-L2 in malattie come il cancro e la malaria, portandola a guardare il ruolo che ha avuto nella malattia di Crohn.

“I nostri studi precedenti hanno dimostrato che la proteina PD-L2 mancava nel sangue e nei tessuti di pazienti affetti da cancro e malaria. Ciò significava che altre molecole che inibivano l’infiammazione non venivano controllate, quindi sopprimevano troppo il sistema immunitario “, ha affermato la dott.ssa Wykes.

“È allora che ci siamo chiesti se fosse il contrario nella malattia di Crohn, caratterizzata da un’infiammazione eccessiva.

“Ed è esattamente quello che abbiamo scoperto: c’era un eccesso di queste proteine” gatekeeper “PD-L2 nel sangue dei pazienti affetti dal morbo di Crohn. Questa sovrabbondanza stava ovviamente impedendo ad altre molecole di fare il loro lavoro nel sopprimere l’infiammazione.

“Si tratta di qualcosa che nessun altro aveva pensato di cercare, o aveva guardato allo stesso modo.”

I ricercatori hanno esaminato campioni di sangue e tessuti di 29 pazienti che erano stati trattati per la malattia di Crohn presso l’istituto.

Test di laboratorio hanno dimostrato che se gli anticorpi che controllano il PD-L2 fossero introdotti nelle cellule dei pazienti affetti dal morbo di Crohn, allora l’infiammazione potrebbe essere rallentata.

Il dott. Radford-Smith ha affermato che i risultati dello studio potrebbero fornire agli scienziati un nuovo obiettivo per potenziali trattamenti.

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica

“Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica in cui il corpo sembra generare la propria infiammazione contro se stesso, e questo è uno dei motivi per cui il ruolo della molecola” gatekeeper “PD-L2 è così rilevante”, ha affermato il dott. Radford-Smith.

“Questo studio è un altro passo importante nella nostra comprensione del morbo di Crohn e apre un nuovo campo di indagine.

“Se riusciamo a capire perché l’infiammazione si verifica nei pazienti affetti dal morbo di Crohn, allora possiamo elaborare strategie per curare e, possibilmente in futuro, prevenire la malattia”.

Lo studio ha scoperto che c’erano anche meno cellule preposte al controllo e all’attivazione immunitaria nel rivestimento intestinale delle persone con morbo di Crohn.

“Questo è solo l’inizio. Crediamo che la comprensione di questa proteina avrà grandi implicazioni per una serie di condizioni autoimmuni”.

possibili nuove cure per il Morbo di Crohn

DIAGNOSI E TRATTAMENTO DI MALLATIE AUTOIMMUNI

Patologie di natura infiammatoria, metabolica, infettiva, allergica, autoimmunitaria vengono trattate presso il Biomedic Clinic & Research avvalendosi della Medicina Integrata. Ciò si traduce in un approccio personalizzato che prende in considerazione metodi diagnostici e terapeutici propri sia della medicina tradizionale che di quella naturale, al fine di occuparsi anche delle cause scatenanti di un determinato disturbo, riferite al singolo paziente.

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medicina integrata Biomedic Clinic & Research

INDAGINI E TRATTAMENTI DI MEDICINA INTEGRATA

Cosa indaga un test biofisico

  • Reazioni a intolleranze ed allergie
  • Fattori interessati da malattie autoimmunitarie
  • Indicatori di tossicità
  • Indici di disequilibri della circolazione arteriosa
  • Indici di disequilibri della circolazione venosa
  • Indici di di disequilibri degli impulsi nervosi motori
  • Indici di disequilibri della coagulazione del sangue
  • Indici di 5 differenti tipi di infiammazioni dei tessuti
  • Fattori interessati da malattie autoimmuni delle ghiandole
  • Indici di disequilibri del sistema endocrino, del sistema ormonale, delle ghiandole, del sistema immunitario
  • Fattori interessati da malattie della pelle
  • Indici di disequilibri metabolici, insulina, glucosio eccetera (quando necessario)
  • Indici di disequilibri ereditari
  • Indicatori di infezioni
  • disequilibri qualitativi del sistema immunitario, endocrino ed ormonale
  • Indicatori di carenze di minerali, amminoacidi, vitamine
  • Indicatori di insufficiente funzionalità degli organi
  • Indicatori di disequilibri della colonna vertebrale (quando necessario)
  • compatibilità di integratori e farmaci
  • eventuale esigenza di terapie di miglioramento (come ad esempio per l’ossigenazione del sangue, per la circolazione venosa e arteriosa, e molte altre)

Mio figlio aveva sviluppato una sindrome denominata PANDAS

Nel Maggio 2016 mio figlio di otto anni ha effettuato un ciclo di Biorisonanza per risolvere alcuni problemi legati sia al sistema immunitario che a quello gastrointestinale, ma era a dieta da quasi sette anni, non poteva assumere glutine, caseina e soia ed aveva, inoltre, valori di streptococco costantemente sopra la media (aveva sviluppato una sindrome psichiatrica auto immune denominata P.A.N.D.A.S. ).
La professionalità e l’attenzione dei dottori che lo hanno seguito hanno permesso non solo di effettuare il percorso di cura in assoluta serenità, ma anche di risolvere i problemi che ne compromettevano il benessere psicofisico.

S.L.
Imperia

Sapere di avere una malattia degenerativa ed incurabile rara è una cosa devastante

Sapere di avere una malattia degenerativa ed incurabile rara è una cosa devastante, dopo mesi di analisi, elettromiografie e biopsie, mi hanno diagnosticato il male, cioè solo l’effetto senza stabilirene la causa.
Per combattere qualsiasi cosa la devi conoscere.
Qui entra in gioco Biomedic, che per mia fortuna già conoscevo, che non solo ha confermato la diagnosi della malattia ma ha anche trovato la causa del male potendo così trovare il modo di combatterlo.
Tutto ciò in modo non invasivo e dando anche aiuto mentale, cosa per me molto importante.
Pur se solo all’inizio del mio percorso già sento che il mio corpo ha più forza ed energia, avevo grosse difficoltà nel salire sul marciapiede o ad alzarmi da una sedia.
Oggi faccio le scale, vado in palestra per riprendere un tono muscolare decente.
Il cammino sarà lungo, ma vedo la luce, accompagnato da persone che si interessano dalla mia salute mentale e fisica.

V.L.G.
Cosenza

Nel 2007 mi hanno diagnosticato il Tiroidismo di Hashimoto. Da 3 mesi non ho più alcun sintomo della malattia.

Nel 2007 mi hanno diagnosticato il Tiroidismo di Hashimoto, una malattia autoimmune cronica, quindi non reversibile.
I sintomi: stanchezza e sfinimento inspiegabili, tachicardia, perdita di capelli a chiazze, sbalzi d’umore e collera incontrollabile.
La medicina convenzionale cura questa patologia con un farmaco: avrei dovuto prendere una pastiglia ogni giorno per il resto della mia vita e con dosi variabili nel tempo.
Per esperienza diretta di un mio familiare sapevo che periodicamente ricompaiono i sintomi della malattia, perché il fisico cambia e bisogna tarare la dose giusta del farmaco…

Sentivo che quella non era la mia strada e mi sono rifiutata di intraprendere la via più semplice, ma non stavo bene, per cui sono ricorsa alla medicina omeopatica che mi ha fatto stare meglio, ma non poteva risolvere il problema definitivamente.

Avevo due domande a cui nessuno riusciva a dare risposta:
1. Perché avevo sviluppato la malattia?
2. Era veramente irreversibile?
Mia madre mi ha parlato di Fulvio Balmelli, confesso il mio scetticismo prima di conoscerlo, non sapevo cos’era la biorisonanza; ma quando ho iniziato a parlare con lui e mi ha spiegato in che cosa consisteva, ho sentito che potevo a affidarmi alle cure del Biomedic.

Sono stati in grado di rispondere ad entrambe le mie domande e quando mi hanno detto che la mia malattia era reversibile non ho saputo trattenere le lacrime: era la conferma che valeva la pena attendere 8 anni e non cedere alla tentazione, credetemi davvero grande quando stai male, di ricorrere alla medicina tradizionale.
Prima di iniziare i trattamenti i valori del sangue erano più gravi del solito, quando vivevo particolari momenti di stress la medicina omeopatica non riusciva a sostenermi completamente e alcuni sintomi ricomparivano.
Ho iniziato le terapie di biorisonanza e sono tre mesi che non prendo le medicine omeopatiche, lo stress non è diminuito, ma mi sento davvero bene, non ho più alcun sintomo della malattia!

L.L.
Treviso

a Roma mi avevano diagnosticato una malattia molto brutta, devastante sia fisicamente che mentalmente: la connettivite indifferenziata.

Sono venuta al Biomedic da Roma sotto consiglio di una mia amica.
Avevo tanti problemi e tra questi mi avevano diagnosticato tre ernie, di cui due alla cervicale e una al lombo sacrale.
Inoltre a Roma mi avevano diagnosticato una malattia molto brutta, devastante sia fisicamente che mentalmente: la connettivite indifferenziata.
“Una malattia che ammala tutti gli organi del corpo” mi avevano detto.
Mi bloccavo continuamente con la schiena e sopravvivevo con punture di voltaren, muscoril e gocce di toradol per poter stare in piedi.
La mia schiena e la mia cervicale erano sempre doloranti e mi portavano dolori fortissimi di testa.
Erano circa 2 anni che andavo avanti così e non ero più in grado nemmeno di andare al lavoro.
Quando sono arrivata, portavo con me una borsa piena di medicine, esiti di visite mediche ed accertamenti clinici.
Ho iniziato la terapia, i primi due giorni stavo male e avevo dolori, poi è sparito tutto, come per incantesimo non ho più quel dolore dietro il collo e i mal di testa fortissimi.
Sto benissimo.
Quando mi sveglio la mattina e mi sento bene sembra quasi che io abbia sostituito il mio vecchio corpo con uno totalmente nuovo.
Posso dire che mi hanno ridato la vita, la gioia di avere un corpo sano, quel corpo che prima mi faceva stare male, quel corpo che non volevo più avere e che avevo iniziato ad odiare.
Mi hanno ridato la gioia di vivere.
Grazie a Fulvio Balmelli, al Dr. Corvi e grazie al Biomedic.

F.S.
Roma

A mio marito un anno fa hanno scoperto una malattia rara, la fibrosi polmonare, era in lista per il trapianto polmonare.
Un conoscente mi ha consigliato di venire in questo centro per un test.

Usava già l’ossigeno sia per dormire, sia per i piccoli spostamenti.

Dopo qualche dubbio abbiamo, io e mio marito, deciso di venire in questo centro.

Con la terapia consigliata da un medico del centro a gennaio 2020, dopo essere tornati varie volte, ora non è più nella lista dei trapianti di polmoni e non usa più l’ossigeno per la quotidianità, con sorpresa dei famigliari e conoscenti.

F.F.
Roma

Sono state individuate e trattate le cause corrette

Ho 58 anni.
Sono positivo all’HIV dai primi anni ’90, ma fino a due anni e mezzo fa non erano mai emersi problemi, ero in salute e avevo una vita normale.
Questo fino a settembre del 2013.
A causa di una serie di fattori, il mio corpo è andato in crisi, tutti i sistemi del corpo sono andati in tilt: il metabolismo, il sistema nervoso, quello muscolare, digestivo, immunitario, … non c’era più niente che era a posto.
Ho perso 11 kg in pochi mesi, a gennaio 2014 stavo perdendo peso al ritmo di un chilo a settimana, non riuscivo quasi più a camminare, avevo stanchezza, tremore, vertigine, non riuscivo a scrivere, gli esami d’ospedale non concludevano nulla e, devo dire la verità, anche la mia speranza era messa male.
Il 29 gennaio 2014 ho fatto la prima visita al Biomedic.
Da subito ho sentito un’inversione.
Ho capito che il percorso per ristabilirmi sarebbe stato lungo ma grazie a loro ho ritrovato la fiducia, sentivo che la direzione era corretta e la prima cosa che ho notato è stata che ho smesso di perdere peso.
Anche l’ospedale ha iniziato a darmi delle cure, ma solo 2 mesi dopo aver iniziato il lavoro con Biomedic, per cui ho potuto capire e differenziare tra i risultati.
Il lavoro del Biomedic ha aiutato enormemente.
Sono state individuate e trattate le cause corrette.
I trattamenti di biorisonanza hanno anche aumentato l’efficacia della cura farmacologica diminuendone di parecchio gli effetti collaterali.
In pochi mesi mi sono rimesso.
Ora sto bene, faccio sport e sono felice di avere di nuovo una vita.
Le persone del Biomedic sono splendide.

L.G.
Varese

Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata.

Si dichiara che il presente messaggio è diramato nel rispetto delle linee guida inerenti l’applicazione degli art. 55-56-57 del Codice di Deontologia Medica.

Autore: Alessia Panizza

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Roberto Cestari (medico chirurgo, Direttore Sanitario Biomedic Clinic & Research).

Adattamento e Pubblicazione a cura della Redazione del Biomedic Clinic & Research

I risultati dello studio sono stati pubblicati a luglio 2019 sulla rivista Clinical and Translational Immunology della Australian and New Zealand Society for Immunology. onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/cti2.1071