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Respirazione e Diaframma

Respirazione e diaframma

Mettete una mano sulla pancia e respirate, se durante l'inspirazione non sentite che la pancia si gonfia, probabilmente avete una respirazione alterata. Non preoccupatevi, fate parte della numerosa schiera di persone che respirano con il torace (respirazione non fisiologica).

In condizioni normali l'inspirazione dovrebbe essere eseguita dal Diaframma, mentre l'espirazione dovrebbe avvenire passivamente, a meno che l'atto espiratorio sia forzato, in questo caso interverrebbe il muscolo traverso dell'addome.

Una non corretta respirazione porta a respirare prevalentemente con la porzione superiore delle coste e a mantenere per tutta la giornata un blocco inspiratorio (in parole povere non buttiamo fuori l'aria quasi mai).

In questo modo il diaframma rimane bloccato in basso (blocco inspiratorio) e i muscoli “accessori” (sternocleidomastoideo, gli scaleni, il piccolo e grande pettorale, il gran dentato, il gran dorsale, l'elevatore della scapola e il trapezio) devono fare il lavoro che in realtà dovrebbe fare il diaframma.

Tutto questo provoca una retrazione sia del diaframma, per scarso utilizzo, sia dei muscoli inspiratori accessori, per esagerato utilizzo.

Dato che la maggior parte di questi muscoli si inserisce sul collo, si potranno accusare cervicalgie e dolori diffusi a livello cervicale. Infatti questi  muscoli, che al lato pratico dovrebbero intervenire solo in caso di sforzi fisici, entrano in gioco praticamente sempre a causa di una scorretta postura.

Il diaframma

Il diaframma è una lamina muscolo-tendinea costituita da muscolatura liscia e striata, che separa la cavità toracica dalla cavità addominale, presenta 2 cupole, una a destra e una a sinistra.

La  cupola destra è in rapporto con il fegato, mentre a sinistra è in rapporto con stomaco e milza.

Il diaframma si inserisce a livello sternale, costale e a livello lombare.

Precisamente nella zona lombare il pilastro destro si inserisce a livello L1- L2- L3- L4, mentre il pilastro sinistro si inserisce a livello L1- L2 e in taluni casi arriva fino a L3.

A livello lombare il diaframma ha una diretta connessione con il muscolo psoas e con il quadrato dei lombi.

In base alla loro retrazione possiamo avere un bacino in antiversione o retroversione, con conseguenti possibili problematiche lombari.

Il diaframma è in connessione anche con il cuore e il colon; presenta inoltre orifizi attraverso cui passano l'aorta, l'esofago e la vena cava inferiore.

Principali problemi causati da un diaframma retratto

  • problemi respiratori (asma, falsi enfisemi)

  • problemi all'apparato digerente (cattiva digestione, ernia iatale, stitichezza, gastriti)

  • disfunzioni relative alla fonazione

  • problematiche ginecologiche (connessione diaframma/perineo)

  • difficoltà circolatorie (ha una fondamentale funzione di pompa per il ritorno venoso)

  • dolori lombari (inserzione del diaframma sulle vertebre lombari)

  • peggiora la postura della persona

Il diaframma inoltre, permette una stimolazione delle funzioni digestive ed evacuative.

Possiamo quindi immaginare quanto sia importante il corretto movimento del diaframma, immaginiamo una persona che è soggetta a stress emotivi continui, il diaframma di questo individuo reagirà continuamente con una contrazione non corretta e se lo stato di ansia diventa cronico cosa può succedere?

Succede che il diaframma non agisce bene né in espirazione né in inspirazione, quindi questo muscolo che collega il torace all’addome e come abbiamo visto anche al diaframma pelvico, non lavora correttamente e crea un’ostruzione di quest’area, riduce il flusso del sangue e delle sensazioni dirette all’apparato genitale e alle gambe. Potrebbe arrivare a creare dei problemi digestivi dal momento in cui i visceri non hanno la corretta “spremitura” alla quale sono predisposti, quindi il soggetto comincia ad avere problemi come ad esempio la stitichezza.

Come già detto il diaframma influenza l’attività del fegato e della milza, quindi, un alterato movimento di questo, sicuramente andrà a limitare l’eliminazione di tossine e la produzione di linfociti a scapito del soggetto che inevitabilmente avrà un indebolimento del sistema immunitario. Certo il diaframma da solo non può bloccare in toto le attività degli organi ma la sua alterazione creerà una conseguenza indesiderata.

Diaframma e postura

Un muscolo che non lavora correttamente va a incidere sul sovraccarico di altri muscoli, cosi il diaframma va ad alterare la funzione di altri muscoli che a loro volta alterano la postura del soggetto.

Un utilizzo della respirazione toracica, cioè quella respirazione che è data dai muscoli accessori della respirazione, va a produrre una tensione cronica in alcuni muscoli, in modo particolare va ad affaticare il trapezio che ha un ruolo importante nella respirazione toracica.

Sollecitato più di diecimila volte al giorno, il trapezio sviluppa una dolorosa contrattura, che nel tempo può produrre dolore, rigidità, schiacciamento dei nervi con relativo formicolio o dolori alle dita ed anche mal di testa.

Se il diaframma è troppo poco sollecitato, diventa meno elastico, incidendo negativamente sul tratto lombare della colonna vertebrale, alterandone così i suoi equilibri posturali.

Quindi da una parte i pilastri del diaframma condizionano il tratto lombare, dall’altra i muscoli respiratori accessori (scaleni, trapezio, ecc.) incidono sul tratto cervicale e dorsale, immaginiamo dunque l'influenza del diaframma sulla nostra colonna vertebrale e sulla nostra postura.