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Postura

La corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio, per attuare le funzioni antigravitarie, con il minor dispendio energetico sia in deambulazione, che in stazionamento.

Contribuiscono a problemi di postura il camminare su un terreno sempre piano, così come l'uso di scarpe con tacco alto che non fanno arrivare le informazioni dal terreno alla pianta del piede. Pertanto, la peggiore combinazione si ha con l'uso di scarpe alte su un terreno piano; la migliore, invece, con scarpe basse (al limite a piedi nudi) su terreno non uniforme, come camminare a piedi nudi sulla battigia o indossare scarpe basse durante un trekking.

Il concetto di spazialità è immediatamente successivo a quello di postura; infatti la postura altro non è che il rapporto del corpo nei tre assi dello spazio.

Per quanto riguarda l'equilibrio esso va definito come il miglior rapporto tra il soggetto e l'ambiente circostante; ne deriva che il corpo, sia in statica che in dinamica, assume un equilibrio ottimale a seconda degli stimoli ambientali che riceve e del programma motorio che adotta.

La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa nell'ambiente in cui vive, determinato anche da stress, traumi fisici ed emotivi, posture professionali scorrette ripetute e mantenute nel tempo, respirazione scorretta, squilibrii biochimici derivati da una scorretta alimentazione, ecc..

La scorretta postura può essere determinata anche da una malocclusione dentale.

Da quanto detto si evince che la postura dell'uomo è in costante e progressiva modificazione.

Gli effetti di una postura inquinata e quindi della retrazione muscolare si manifestano a livello articolare sotto forma di compressione, rotazione assiale e traslazione, determinando modificazioni della struttura scheletrica (scoliosi, iperlordosi, ipercifosi, valgismo, varismo delle ginocchia, ecc.) e possono evolvere in disordini posturali importanti fino a vere e proprie patologie.

Riabilitazione

La riabilitazione avvine attraverso i trattamenti di un fisioterapista, il quale si occupa, oltre che della cura e della riabilitazione delle patologie o disfunzioni nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali, anche di prevenzione e della valutazione funzionale (o diagnosi funzionale), Egli:

  • valuta e individua il bisogno di salute del paziente, se necessario lavorando anche in équipe multidisciplinare;
  • pratica autonomamente, con responsabilità e titolarità, attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive, utilizzando terapie fisiche, manuali e occupazionali;
  • propone l'adozione di ausili, addestra il paziente al loro uso e ne verifica l'efficacia;
  • verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.