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Intolleranze
alimentari e allergie
Le allergie alimentari si presentano sotto due diverse forme: IgE
mediate e non IgE mediate.
In entrambe la risposta all’assunzione dell’alimento o di un suo
componente si esprime attraverso il sistema immunitario, ma solo nel
primo gruppo si registra la produzione di anticorpi specifici di
tipo IgE nei confronti della sostanza responsabile e quindi
riscontrabile ai test allergologici classici: dosaggio delle IgE
totali o specifiche sul sangue, esami cutanei IgE mediate quali Skin
Prik test e Prik by Prik.
Al gruppo delle intolleranze alimentari appartengono tutte le
reazioni avverse ai cibi non modulate dal sistema immunitario.
Infatti nel 1998 nel corso di un congresso internazionale di
Allergologia e Dermatosi a Birmingham in Inghilterra, fu presa in
considerazione l’ipotesi dell’infiammazione subchimica persistente
secondo la quale uno stato infiammatoria lieve ma generalizzato e
sostenuto nel tempo da fattori irritativi cronici ambientali o
alimentari può rappresentare un terreno fertile per lo sviluppo
delle allergie.
E’ importante capire che le reazioni tossico-allergiche agli
alimenti e alle sostanze chimiche si possono presentare sotto forma
mascherata. Questo significa che una data persona può assumere
quotidianamente un alimento a cui potrebbe essere allergica e non
sospettare mai la causa dei suoi disturbi. Ricezione cronica che
invece può procurare alterazioni a carico di qualsiasi organo,
apparato e sistema proprio per un’alterata reazione del sistema
immunitario.
In pratica un’assuefazione ai cibi allergici provoca una reazione
mascherata dei sintomi provocando invece malesseri e disfunzioni
croniche e soprattutto capace di provocare in seguito reazioni
allergiche classiche da inalazione e da contatto mai avute in
precedenza.
Dal 1993 per far chiarezza sulle allergie la società di Allergologia
statunitense ha classificato in modo preciso le reazioni avverse ai
cibi:
1) Le allergie alimentari: si manifestano con una reazione
immediata o quasi dopo aver ingerito il cibo: orticaria, edema,
gonfiore delle mucose.
2) Le Pseudoallergie: deficit enzimatici per la digestione
degli alimenti, per esempio la mancanza dell’enzima digestivo della
proteina del latte, che provoca vomito e diarrea nei neonati oppure
il favismo o la celiachia.
3) Le ipersensibilità: reazioni a sostanze contenute negli
alimenti (vino rosso, cioccolato, formaggi fermentati, ecc.) che
rilasciano istamina e possono causare cefalee ed altri sintomi.
4) Le reazioni tossiche: alimenti avariati che provocano
avvelenamenti; salmonellosi, botulismo, ecc.
5) Le intolleranze alimentari: scoprendo l’alimento
intollerante con altri tipi di test allergici ed eliminando
l’alimento, vi è la scomparsa dei sintomi e malesseri cronici.
Con il test E.A.V. e l’utilizzo delle amplificazioni d’onda degli
allergeni con l’apparecchio BICOM è possibile in 1-2 sedute
identificare completamente sia le intolleranze alimentari, che le
ipersensibilità e le allergie alimentari e soprattutto gli
allergeni da inalazione e da contatto. Partendo da un ciclo di 6-7
sedute di Biorisonanza affrontare e curare definitivamente le intolleranze e in
seguito terapizzare gli allergeni. |